domenica 3 agosto 2008

La mattina che mio fratello è morto...

La mattina che mio fratello è morto era una mattina, manco a dirlo, esattamente come le altre mattine, quelle in cui muore il fratello di qualcunaltro.

A dirla così, per sentirsi in sintonia con il mondo, bisognerebbe essere a lutto tutte le mattine. E non è un bel modo di cominciare le giornate...

Fatto sta che ci si illude che, avendo un numero di fratelli limitato, anche il numero delle giornate che cominciano male e finiscono peggio siano, in un qualche modo, razionalmente messe a freno.

Non è evidentemente oggi il modo migliore per stabilire se questo ragionamento sia più o meno probabile. In effetti oggi, se la giornata è cominciata come tutte le altre, non si può certo dire che gli sviluppi possano essere assimilati ad esperienze simili, almeno precedenti, e spero, future.

Sto pensando che forse scriverò considerazioni gemelle anche il giorno in cui nascerà il mio bambino, ma è un pensiero fuori luogo perchè i momenti gioiosi li si vive, prima ancora di volerli raccontare, fino all'ultimo istante.

In questo caso è diverso.

Io scrivo nell'illusione di poter allontanare questa verità ineludibile. Mi vedo come quegli insetti che penosamente, sotto il pelo dell'acqua, maneggiano piccole bolle d'aria ma che, a vederli da fuori, pare si stacchino l'anima con forza per prenderne un'altra di ricambio, forse meno pesante da portare.

E così vorrei fare io: vorrei essere un'altro diverso da me per non dover pensare a quanto male le cose possono andare (in altri giorni ammetto che il ragionamento possa essere anche capovolto).

Comunque mio fratello è ancorà lì e io non ho il coraggio di andarlo a guardare perchè il raziocinio che rappresenta le fondamenta del mio essere diventa acque tumultuose, sotto quell'albero. E queste acque tumultuose sgorgano dagli occhi con dolore.

Mentre preparano tutte le stupide attività che celebrano questa goccia dispersa nel mare che era mio fratello, mi pare di sentire la sua voce come ancora la sentivo ieri sera quando, forse, tutto sarebbe stato possibile.

Ma il flusso delle cose è inarrestabile e stamattina mi resta solo da piangere e da pensare che ieri avevo un fratello.

Ps

La mattina che mio fratello è morto purtroppo è oggi. Non mi chiamate per favore, se volete mandatemi un sms. Io vi sento sempre vicini: altrimenti non vi avrei scritto.

Vi stringo tutti.

2 commenti:

VincenZion ha detto...

carme è difificile perdere un fratello e ancora più difficile è accettare che non ci sia più... ma anch'io, anche noi, siamo tuoi fratelli e, in un modo o nell'altro, certe volte più, certe volte meno, ti vogliamo bene e non ti siamo mai stati così vicini, seppur ci troviamo dispersi per tutti, o quasi, gli angoli d'europa.
Un abbraccio fortissimo.
Vincenzo

milla s. ha detto...

c'è un raggio di sole che entra dalla finestra..dritto sulla mia scrivania. mi risveglia, mi fa pensare.te lo regalo,stamattina è tutto per te. per questa ineludibile verità. forza carmeluzzo. ti voglio bene

BigBro: il contatore degli accessi